Volevamo capire se un segnale più severo, letto a giornata chiusa, poteva diventare parte stabile del laboratorio, o se doveva restare solo sotto osservazione.
Il sistema trova una forma interessante: quando guarda i casi chiusi, lo schema regge abbastanza da meritare un test su carta. Ma non abbastanza da diventare guida automatica. I controlli sono coerenti, la traccia operativa migliora rispetto al giro precedente, e non emergono errori interni. Però la qualità complessiva resta sospesa: alcune prove sono ancora incomplete, una parte del collegamento non è chiusa, e il confronto con casi mescolati non dà una conferma forte.
Adesso cambia il passo. Il laboratorio non scarta la pista: la conserva. Ma la tiene nel posto giusto. Non promette direzione, non produce indicazioni operative, non anticipa risultati. Misura una struttura che chiede ancora tempo. Il prossimo giro non deve celebrare il segnale: deve vedere se continua a stare in piedi quando il sistema chiude davvero il cerchio.