Volevamo capire se una distinzione nata a mano potesse diventare parte viva del sistema. Gli stessi due incidenti venivano letti come una cosa sola: non perché fossero davvero uguali, ma perché lo strumento guardava il punto sbagliato.
Il nuovo cycle sposta lo sguardo. Separando l’origine del problema dalla qualità della correzione, emergono due radici diverse: un confine di accesso e un confine di scrittura. In questo senso lo schema regge, ma solo in forma esplorativa: i casi sono due, troppo pochi per dire di più. E il controllo più severo ferma l’entusiasmo: manca una prova empirica completa nel file di verifica, e una misura cambia perimetro senza dirlo abbastanza chiaramente. Per questo la qualità del cycle resta sospesa e arriva un veto.
Adesso cambia il lavoro. La scoperta non è “abbiamo passato il test”, ma “sappiamo dove il test può mentire”. Il prossimo passo deve rendere visibile la prova nelle modifiche reali, senza mescolare di nuovo origine e correzione. Il sistema chiede di continuare, non di celebrare.