Volevamo capire se il lab riusciva a separare due cose che prima si confondevano: ciò che viene mostrato come versione più recente e ciò che è davvero legato al cycle in corso.
Il sistema trova un passo avanti netto. La vecchia divergenza scompare: le due letture ora dicono la stessa cosa. Ma questa coerenza non chiude il lavoro. Diciannove parti su ventiquattro sono agganciate al cycle; cinque restano appoggiate al refresh precedente. Mancano ancora le tracce finali e il racconto testimone che rendono una chiusura completa.
Questa non è una bocciatura. È una scoperta utile: lo schema regge nel distinguere meglio le superfici, ma non basta ancora per dire che il cycle è chiuso. La qualità del cycle resta in sospensione. Adesso il sistema chiede di riprogettare il seme: meno fiducia nella vista “latest”, più attenzione alla prova viva che ogni pezzo appartenga davvero al presente.