Vogliamo capire se il giudizio precedente, in cui lo schema non reggeva, era un caso isolato o una proprietà del metodo. Non usiamo dati reali: il cycle è sintetico, costruito per assomigliare a una serie finanziaria irregolare, con rumore forte e un cambio nascosto nel mezzo.
Il sistema trova una cosa sobria. Il segnale esiste, ma spesso resta sotto la superficie. In 64 prove, solo una piccola parte supera la soglia richiesta; molte mostrano una traccia positiva, ma non abbastanza netta da essere promossa. La prova precedente non era un errore: appartiene a una zona normale di incertezza. Aumentare i dati aiuta, ma lentamente. Un controllo esterno segnala anche una cautela sul confronto tra percentuali diverse: la qualità del cycle resta sospesa, non pienamente consolidata.
Da adesso cambia il racconto operativo. Non basta dire “regge” o “non regge”. Il lab deve mostrare l’intera distribuzione del segnale e trattare ogni risposta debole come informazione. Lo schema resta severo, e questa severità protegge dal rumore. Ma il sistema chiede di riprogettare dove guarda: cercare meglio il punto di cambio, invece di fissarlo in anticipo.